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Tempo di patate.

Inizia il raccolto scalare delle mie patate seminate in aprile.

Grazie al tempo meteorologico e all’ubicazione (sole e alla sera sempre ventilato) e nessuna gelata post semina il raccolto promette bene: circa un chilo abbondante per pianta. Ne ho messe giù 15 e quindi credo che il fabbisogno famigliare (2 persone) annuo sia coperto.

Prima della fioritura le copro, invece di rincalzarle, con paglia semi compostata così riescono a sviluppare tuberi belli grossi e lisci senza trovare ostacoli di tipo meccanico (pietre o terreno compatto).

Non le ho mai bagnate anche grazie alla pacciamatura.

L’unico difetto è che intrappolandosi l’umidità vi si rifugiano le lumache senza guscio che però riesco ad eliminare con la birra.

Ho solo fatto un paio di pulizie di quelle poche erbacce spontanee come Convolvulus arvensis.

Non ho fatto alcun trattamento se non una sola somministrazione con Bacillus thuringensis  in maggio prima della fioritura, per contrastare i fitofagi, mentre per la peronospora non ho avuto attacchi e quindi nessun trattamento si è reso necessario.

Nella penultima foto il risultato di una pianta nell’ultima quello di tre.

Non somministrando alcun prodotto nei germogliante sui tuberi raccolti , ne avendo un locale idoneo alla loro conservazione le lavo, pelo, taglio e congelo.


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Aglio.

Messo l’aglio a dimora?

A differenza delle cipolle e dello scalogno che metto in primavera, l’aglio lo semino adesso prima dell’inverno.

Mi raccomando l’orientamento dei bulbilli: le radici verso il basso.

Non troppo in profondità: con il terreno smosso e ben lavorato si riesce a mettere semplicemente a mano alla giusta profondità. Devono essere coperti da uno stato di circa 4-5 cm di terra.

Deponeteli sul terreno a circa 10 cm l’uno dall’altro così da avere una prima idea della disposizionesenza iniziare ad interrarli, così se sono da avvicinare o allontanare si è ancora in tempo. Poi si procede all’interramento

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