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Le farfalle

Grazie a Melissa J. Will su empressofdirt.net per i suoi suggerimenti che condivido con voi.

https://empressofdirt.net/attract-butterflies-garden/

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Patate: quali scegliere.

Visto che i cultivar di patata sono molto simili tra loro, commercialmente vengono raggruppate in tre categorie che comprendono le più diffuse, più alcune categorie particolari e altre di produzione tipica.

La patata americana non rientra in questa classificazione in quanto è una pianta completamente diversa (Ipomea e non Solanum)

Uno di questi gruppi è quello delle patate a pasta bianca: le più diffuse sono Majestic e Kennebec.

Queste patate sono caratterizzate da avere una polpa molto chiara e particolarmente farinosa: in cottura tendono a sformarsi, e questo rende difficile utilizzarle come contorni perché si spezzano, sono ottime per essere utilizzate come ingredienti per gnocchi, dolci o torte salate e sformati. Perfette anche per il puré.

Le patate a pasta gialla sono patate dal colore più intenso rispetto a quelle a pasta bianca: Monnalisa, Vivaldi, Primura, Almera, Agata, Liseta e molte altre.

Dalla polpa compatta, tendono a sfarinarsi poco, sono poco adatte per essere utilizzate come ingredienti, ottime invece da essere utilizzate come contorno, sia fritte che al forno. Lessate sono ottimali perché trattengono l’umidità.

L’ultime sono le patate a buccia rossa e polpa gialla, riconoscibili, proprio dalla buccia: Desiree, Kuroda

Le caratteristiche fisiche sono le stesse della patata a pasta gialla, con la differenza che sono ricche di sostanze nutritive nella buccia, per cui sarebbe bene mangiarle senza sbucciarle, arrosto o fritte, tipico delle ricette dei Paesi del Nord Europa.

Majestic:

Kennebec:

Monalisa:

Vivaldi:

Spunta:

Liseta:

Lutetia:

Agata:

Primura:

Almera:

Desiree:

Kuroda:

 


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Bird feeders

Anche se è solo l’autunno ad essere alle porte… iniziamo per tempo a cercare e preparare i feeders per i nostri amici pennuti che durante la stagione fredda avranno serie difficoltà a trovare cibo e i più deboli non sopravviveranno.

E’ vero che madre natura seleziona anche così i più forti, ma credo anche che la nostra presenza e il nostro operare sul verde, abbia notevolmente modificato a scapito dei volatili (e non solo loro) le probabilità di sopravvivere ai rigori invernali.

Negli non ho colto foto e progetti che vi lino per chi vede un po’ di voglia e capacità di ”bricoler”.

Buon lavoro