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Artium lappa.

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Si tratta di una pianta erbacea spontanea biennale di grandi dimensioni, circa 80-150 cm.

Il fatto che sia biennale comporta lo sviluppo il primo anno di una rosetta basale che rimane molto ‘schiacciata’ contro il terreno, mentre il secondo anno inizia uno sviluppo verticale con la produzione di fiori da cui originano i semi. E’ caratterizzata da una grossa radice a fittone di colore crema.

Le foglie sono inserite in modo alterno sugli steli, e hanno dimensioni assai notevoli (50 cm di lunghezza e i 40 cm di larghezza); solo quelle basali presentano un picciolo mentre quelle cauline (cioè che si sviluppano sullo stelo florale) sono sessili (cioè senza picciolo); entrambe presentano una forma ovale, quasi cuoriforme, le cauline sono sessili e cuoriformi; sono glabre (cioè coperte da fine peluria) e la pagina superiore si presenta di un bel verde brillante mentre quella inferiore di un verde biancastro.

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Il fiore è più corretto definirlo infiorescenza: è costituito da capolini terminali di colore violaceo, portati da un peduncolo lungo, sono tubulosi ed ermafroditi, avvolti da fitte brattee uncinate.

Cresce ovunque in ambienti rurali, incolti, margini dei sentieri fino a 1800 m. sul livello del mare.

Conosciuta anche col nome di Bardana maggiore, si distingue dalla Bardana minore non solo per le ridotte dimensioni (comunque non discriminanti per i diversi fattori ambientali che vi concorrono) ma per il particolare obbiettivo del picciolo delle foglie basali che risulta cavo (alla base) e non solcato.

Il nome ‘Artium’ deriva dal greco ‘arktos’  (orso), per le infruttescenze spinose e per ll’aspetto ispido; il termine ‘lappa’ deriva invece dal latino “lappare”(afferrare) e si riferisce alla caratteristica delle infruttescenze di rimanere attaccate agli animali e agli abiti.

Le parti utilizzate della pianta sono: le foglie più giovani e la rdice.

E’ un erba commestibile e officinale, con attività antinfiammatoria, antibatterica, diuretica, ipoglicemmizzante, depurativa e disinfettante.

I piccioli delle foglie giovani dopo raschiauta, sono consumati  lessati oppure fritti. Le radici vengono impiegate crude in insalata, oppure cotte come le carote, bollite o fritte.

La specie è buona mellifera.

Una curiosità storica: Georges de Mestral, agli inizi degli anni 1950, rientrato da un passeggiata in campagna si accorse che alcuni fiori di Bardana erano rimasti impigliati alla giacca, incuriosito li analizzo al microscopio evidenziando la presenza di piccoli uncini che gli diedero l’idea per realizzare il velcro.

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