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Chenopodium album.

1 Commento

Sono piante annuali erbacee, talvolta quasi arbustive o addirittura lignificate alla base. Il portamento è di tipo eretto-ascendente con forma piramidale.

Emanano un odore sgradevole e possiedono una caratteristica  copertura ‘farinosa’ sia sulle foglie che sui fusti.

Raggiungono un’altezza compresa tra 20 a 200 cm, anche se spesso appaiono più ‘basse’ e con andamento simil-prostrato a causa dello sbilanciamento di peso dovuto alla presenza, sulla parte apicale, dei fiori e dei frutti.

La radice è a fittone che via via che la pianta cresce in altezza diventa sempre più profonda e grossa , tanto da presentare serie difficoltà ad essere estirpata.

Le foglie sono picciolate con forma spatolato-lanceolata, quasi romboidale (più larga nella parte inferiore) che ricorda l’impronta del piede dell’oca. Il colore delle foglie si presenta verde sbiadito (glauco) nella pagina superiore, e verde opaco quasi bianco nella pagina inferiore coperta dalla caratteristica farinosità. Le foglie inferiori si presentano dentellate, mentre quelle superiori sono più lanceolate con dentature quasi accennate.

L’infiorescenza è priva di bratte ma fogliosa nella parte basale. La forma è quella di una spiga discontinua di glomeruli globosi, ognuno dei quali contiene i fiori di forma globosa e di colore verde. L’infiorescenza principale è apicale benchè si sviluppino anche infiorescenze laterali.

I fiori sono ermafroditi (cioè portano sia gli organi riproduttivi maschili che femminili insieme), pentameri.

Il frutto è rappresentato da una capsula al cui interno si sviluppa un solo seme di colore nero e lucido a forma lenticolare.

Contengono un olio essenziale chiamato ”essenza di chenopodio”, betalaine (pigmenti naturali) e altre sostanze come ferro e vitamina B1. La presenza di saponine e acido ossalico se consumate in quantità eccessive può creare problemi a deterinati soggetti.

La proprietà più spiccata è quella antielmintica, oltre che carminativa (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali), stomachica (agevola la funzione digestiva), antiflogistica (guarisce dagli stati infiammatori) e digestiva in generale.

Parti utilizzate sono le foglie: migliori sono quello giovani e più tenere.

Il chenopodio allo stato naturale viene utilizzato come verdura (tipo spinaci): cotto in insalata o saltato in padella, come ripieno di ravioli o per condire gnocchi e quenelles (piatto francese costituito da un composto di crema di pesce, pollo, o carne, a volte mescolata con molliche di pane, legata da piccole quantità d’uovo e poi bollita).

I semi possono essere usati come il “riso” oppure macinati per produrre farina.

Il ‘Farinello comune’ o ‘Farinett’ è una delle erbacce più robuste e infestanti del mondo agricolo che può causare ingenti danni dal punto di vista della resa finale in campi coltivati a soia o grano.

Curiosità: il Chenopodium album appartiene alla stessa famiglia botanica (Chenopodiacee) della quinoa (Chenopodium quinoa), degli spinaci (Spinacia oleracea), e della barbabietola (Beta vulgaris).

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One thought on “Chenopodium album.

  1. Sempre molto precise le tue descrizioni, grazie! A presto

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