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Rheum Officinale.

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Il rabarbaro (Rheum Officinale) appartiene alla famiglia delle Polygonaceae, è originaria della Cina, cresce sia in Europa che in Asia e giunge a maturazione in autunno; è una pianta perenne caratterizzata dalla presenza di grandi foglie e piccoli fiori bianco rosati.

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Se non si ha cura di eliminare le gemme floreali in primavera appena spuntano la pianta tenderà a fere solo fiore a discapito delle foglie.

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Il nome rabarbaro deriva da due parole greche: “ra” che significa pianta e “barbaron” che sta a indicare che questa pianta era storicamente coltivata da popolazioni barbare

E’ una pianta abbastanza robusta e si adatta bene al clima ed al terreno in cui cresce; necessita di una buona irrigazione, soprattutto nei periodi di siccità.
Perciò se avete una angolino del giardino o del terrazzo in ombra, ecco quello è il posto per lui.

E’ composto da acqua, fibre alimentari, zuccheri, proteine e carboidrati; ma anche da una discreta presenza di minerali, tra cui il calcio, potassio, magnesio, ferro, fosforo, manganese e selenio, e da vitamine: A, B, C, D, K e J. Il rabarbaro contiene inoltre acido gallico, tannico e cinnamico.

IL suo utilizzo principale (la radice) è quello lassativo, ma, se assunto sottoforma di tisana prima dei pasti, può portare benefici al fegato ed alla digestione. Da secoli è conosciuta la sua attività infiammatoria e, per uso esterno, viene impiegato per curare scottature e ferite.
E’ recente la notizia che riporta gli effetti antitumorali di un tipo di rabarbaro coltivato in Inghilterra; pare che la sua cottura prolungata per 20 minuti sia in grado di aumentare i livelli di polifenoli che sappiamo essere agenti chimici in grado di uccidere le cellule tumorali.
Il rabarbaro viene impiegato in fitoterapia per combattere le infezioni dell’intestino; infatti, grazie alle sue proprietà, riequilibra la mucosa intestinale.

Attenzione: le foglie del rabarbaro non vanno consumate poiché sono tossiche e la loro ingestione provoca un forte bruciore alla gola con nausea e vomito.

Può essere impiegato per combattere i parassaiti dell’orto. Basta interrare alcuni pezzetti di rabarbaro vicino a cavoli e verze per allontanare la Plasmodiophora, un mixomicete che causa l’ernia del cavolo.

Viene coltivato nei paesi anglosassoni dove si dice che oltre al burro consumino grandi quantità di rabarbaro e altri frutti rossi.
In alcuni giardini la sua presenza è solo a scopo ornamentale, per i suoi colori dei gambi e le grandi foglie più o meno dentellate con colori che vanno dal verde scuro al rosastro (Rheum palmatum).

Si moltiplica con facilità con parti del rizoma (interrare un tratto con una gemma) in primavera, o da seme in semenzaio a primavera per trapiantarlo poi in pieno campo la primavera successiva. Durante l’inverno la parte aerea sparisce con l’arrivo delle prime gelate per rispuntare appena il terreno ritorna morbido.

Personalmente sono partita dai semi. E’ un po’ lento a spuntare ma avendo pazienza e tenendo il terreno umido non macherà di soddisfare la vostra attesa e l’anno successivo vi darà gambi in abbondanza per marmellate e crostate ma perchè no anche saline per carni arrosto da very English.

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