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Finocchio – Fennel

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Foeniculum vulgare Mill.

Questo il suo nome botanico. Pianta erbacea , apparetiene alla famiglia delle Ombrellifere, come carota e sedano. Ne esistono due tipi: quello selvatico e quello orticolo.

In francese Fenouil, in inglese  Fennel, in spagnolo Hinojo e in Tedesco Fenchel.

Il finocchio selvatico è perenne e può raggiungere i due metri di altezza. Le sue foglie di colore verde,  ricordano l’aspetto di quelle del fieno, da cui il nome botanico di Foeniculum, mentre i fiori, raccolti in ombrelle, sono piccoli e gialli. Ma sono i suoi frutti, alchenii, che erroneamente chiamiamo semi, quelli di interesse culinario e fitoterapico.

Il finocchio coltivato (Foeniculum vulgaris var. Dulce) è invece annuale o biennale con radice a fittone molto sviluppata. Decisamente più contenuto nelle dimensioni rispetto al parente selvatico (raggiunge i 60-80 cm di altezza) è apprezzato per la grossa guaina a grumolo bianco che si sviluppa alla base.

Il grumolo è una struttura compatta costituita delle guaine fogliari biancastre, carnose ed avvolte attorno ad un piccolo fusto conico.

La raccolta dei grumoli si effettua tutto l’anno in base alla varietà (precoce o tardiva) che si coltiva e alla zona climatica (nord o sud). Non ha particolari esigenze di terreno.

La semina si effettua in semenzaio e in fase di trapianto, da fare quando le foglie definitive hanno raggiunto un’altezza di 6-7 cm, le piante vengono dislocate lungo file distanti tra loro 40 cm e sulla fila le piantine vanno poste a 30 cm tra loro. Si dice che la raccolta possa già essere effettuata dopo 90 giorni dalla semina, ma è tutto dipendente dal terreno e dal clima in cui si coltiva (stretta relazione tra questi fattori e la velocità di sviluppo della pianta, relazione decisamente proporzionale).

Le irrigazioni devono essere continue e moderatamente abbondanti per avere lo sviluppo di un bel grumulo carnoso.

La varietà orticola deve essere rincalzata un paio di volte nel corso della crescita per favorire lo sviluppo dei grumuli.

Il clima preferito è tipicamente mediterraneo, se il caldo è eccessivo sviluppa subito i fiori comportandosi come quello selvatico, quindi niente grumuli.

E’ un ortaggio invernale in quanto il freddo permette di avere grumuli più belli, e poi perchè in questa stagione (benchè il finocchio passa esserci tutto l’anno) poche sono le altrenative.

La raccolta del suo fiore (finocchio selvatico)  si effettua quando il fiore è aperto da metà agosto fino a settembre. Il fiore può essere utilzzato fresco o essiccato. I diacheni si possono raccogliere all’inizio deIl’autunno mentre le barbe (foglie) e i germogli da primavera all’autunno.

Sia quello selvatico che quello dolce sono sufficientemente resistenti alle patologie da non destare preoccupazione in questo senso.

Il nettare dei fiori richiama insetti e formiche che se ne cibano. E’ l’alimento principe del bruco di Licaone.

Quando si vogliono coltivare i finocchi per i fiori è bene avvolgere l’ombrella in una tulla da confetti in modo da evitere che diventi dimora di qualche insettino rendendoci difficoltosa la raccolta e pulitura.

Ricco di anetolo, l’olio essenziale che gli conferisce il tipico aroma, calmante degli spasmi addominali e dei dolori legati ad infiammazioni del colon, il finocchio è un ottimo alleato dell’apparato digerente, previenela formazione di gas intestinali e favorisce la digestione.

È emmenagogo(capace di regolarizzare il ciclo mestruale in presenza di oligomenorrea e/o dismenorrea), diuretico, carminativo (limita la formazione e soprattutto il ristagno di gas a livello gastro-intestinale, favorendone l’espulsione dallo stomaco e dall’intestino), antiemetico (combatte la temdenza al vomito), aromatico, antispasmodico, anti-infiammatorio epatico. Combatte l’aerofagia e nell’allattamento riduce le coliche d’aria nel neonato

Trova un suo utilizzo nella sindrome da colon irritabile.  A dosi elevate  sembra possa avere effetti allucinogeni.

Per la presenza fitoestrogeni, sostanze estrogeniche naturali, il finocchio favorisce la regolarizzazione del ciclo mestruale, la secrezione lattea e (sembra) prevenire il tumore al seno.

I suoi frutti si usano in pasticceria e come aromatizzanti di salumi  (mortadella) ed antipasti; i gambi giovani  e le guaine fogliari più tenere si utilizzano in insalata o per aromazizzare brodi, minestre, piatti di carne e pesce.

Curiosità: l’espressione “lasciarsi infinocchiare” deriva dall’abitudine dei cantinieri di offrire spicchi di finocchio orticolo a chi si presentava per acquistare il vino custodito nelle botti. Il grumolo infatti contiene sostanze aromatiche che rendono gustoso anche un vino di qualità scadente o prossimo all’acetificazione

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